La zuppa di cipolle di Nero Wolfe
“Read in English” 🇬🇧 Una zuppa di cipolle diversa da quella che siamo abituati a immaginare: niente crostone, niente formaggio gratinato, niente passaggio in forno. Quella di Nero Wolfe è una preparazione essenziale e lenta, costruita sul sapore delle cipolle ben dorate, su un buon brodo di manzo e su un piccolo bicchiere di vermouth bianco secco.
Ingredienti
Per 6-8 persone:
- circa 1 kg di cipolle, affettate molto sottilmente
- 60 g di burro
- 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
- 1¼ cucchiaini di sale
- ½ cucchiaino di zucchero
- 3 cucchiai di farina
- circa 2 litri di brodo di manzo ben saporito
- 60 ml di vermouth bianco secco
- sale e pepe
Preparazione
Affetta molto sottilmente le cipolle.
In una casseruola capiente e dal fondo spesso fai sciogliere il burro insieme all’olio. Unisci le cipolle, copri e lasciale cuocere lentamente.
Dopo circa 10 minuti aggiungi il sale e lo zucchero. Prosegui la cottura a fuoco dolce per circa 25 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché le cipolle saranno morbide e avranno assunto un colore dorato uniforme.
Aggiungi quindi la farina, un cucchiaio alla volta, mescolando con cura. Continua la cottura per altri 3-4 minuti.
Versa poco alla volta il brodo caldo, mescolando dopo ogni aggiunta in modo che si amalgami perfettamente alle cipolle.
Unisci il vermouth bianco secco e lascia sobbollire la zuppa per 45-50 minuti, con il coperchio leggermente scostato. Durante la cottura mescola ogni tanto ed elimina, se necessario, le impurità che affiorano in superficie.
Assaggia, regola di sale e pepe e servi la zuppa molto calda.
La zuppa di cipolle nei libri di Rex Stout
La zuppa compare già nel primo romanzo con Nero Wolfe, Fer-de-Lance, pubblicato nel 1934 e uscito in Italia con il titolo La traccia del serpente.
È Archie Goodwin a raccontarne la curiosa funzione nella vita del detective. Wolfe è soggetto a quelli che Archie chiama i suoi “periodi di ricaduta”: momenti nei quali non vuole lavorare e diventa praticamente irraggiungibile.
Quando gli capita, può reagire in due modi completamente opposti. In uno si ritira a letto e vive quasi esclusivamente di pane e zuppa di cipolle. Nell’altro si trasferisce idealmente in cucina, dirige Fritz nella preparazione di piatti sempre diversi e si abbandona a vere maratone gastronomiche. Archie ricorda persino una di queste occasioni in cui Wolfe riuscì a mangiare, nell’arco di due giorni, mezzo montone preparato in venti modi differenti.
La zuppa ricompare anche in Death of a Doxy: questa volta è Saul Panzer a sfiorare un invito particolarmente allettante. Arriva infatti troppo tardi per partecipare a un pasto nel quale erano previste zuppa di cipolle e Kentucky Burgos.
Nel Nero Wolfe Cookbook, il ricettario dedicato alla cucina della casa di arenaria sulla Trentacinquesima Strada, la ricetta della zuppa di cipolle è introdotta proprio dal ricordo delle “ricadute” raccontato da Archie in Fer-de-Lance.
E alla fine della ricetta arriva un avvertimento che, conoscendo Nero Wolfe, sarebbe poco prudente ignorare.
Niente formaggio grattugiato. E niente pane francese tostato.
Secondo Wolfe entrambi comprometterebbero la consistenza e il sapore di questa preparazione accuratamente equilibrata.
Quindi, per una volta, dimentica la classica soupe à l’oignon ricoperta di pane e formaggio fuso.
Se la prepari alla maniera di Nero Wolfe, la zuppa arriva in tavola così com’è: caldissima, profumata di cipolle, brodo e vermouth. E perfettamente in equilibrio.